Oggi voglio parlarvi del dialogo e della sua importanza nella vita di ciascun uomo.
Se ci pensate maneggiamo il dialogo quotidianamente e sembra una realtà semplice, ma solo apparentemente. Di fatto è una realtà complessa ed esigente.
Il dialogo nasce nell’incontro tra due persone che portano in sé una personalità e un carattere propri, per questo esige accettazione dell’altro, rispetto, lealtà, volontà di capire e di farsi capire, calibratura dei sentimenti e delle reazioni. La parola veicola i pensieri, i sentimenti, i vissuti, le intenzioni, l’immagini di sé, la bontà, la cattiveria, i valori…. La parola è l’utensile più antico e prezioso dell’uomo. La parola è espressione del proprio io e del bisogno di entrare in contatto con il tu, di autosvelarsi. Ma non sempre è così.

Per usare le due categorie fruediane possiamo dire che ci sono parole che vengono dall’EROS , il mito dell’amore, e quelle che vengono da THANÀTOS, in greco significa morte. Quindi, ci sono parole che portano vita, comunione, aggregazione, gioia e parole che portano divisione, blocco, lacerazione, distruzione.
Non sempre l’uomo è consapevole del dono della parola e della sua preziosità e spesso viene usata male producendo un dialogo sterile e/o distruttivo. La lingua, nella Bibbia, in particolare in alcuni libri sapienziali e di carattere moralistico, quando non è più strumento di bene, ma di calunnia e di male è paragonata ad un flagello, a una spada, all’arco e alla freccia, alla lingua avvelenata del serpente, a un’arma terribile capace di distruggere un uomo.
Avete mai riflettuto su quante parole usiamo al giorno e che tipo di parole? Vi è mai capitato di ferire intenzionalmente o inconsapevolmente l’altro? O, al contrario, siete stati intenzionalmente o inconsapevolmente feriti dall’altro? Vi siete mai proposti di migliorare il vostro modo di comunicare con il partner o parenti o amici al fine di nutrire in modo sano le vostre relazioni?
Nel prossimo articolo vi parlerò di quelle condizioni necessarie affinché il dialogo diventi l’anima della nostra relazione.
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