Nell’articolo precedente vi ho parlato del valore che ogni persona ha diritto di dare a se stesso e cioè un valore incondizionato. In altri termini un valore, un’amore verso se stessi non influenzato da condizioni come la carriera, la bellezza, i soldi, le abilità, l’aspetto fisico, i vestiti firmati, i followers sui social, ecc. ma per il semplice fatto di esistere! Tra l’altro, è necessario riflettere sul fatto che queste condizioni possono nel tempo venir meno e quindi, se punti su di esse è come costruire la tua casa sulla sabbia. La prima tempesta che ti trovi ad affrontare te la butta giù!
Veniamo al metodo delle tre ‘A’ ideato dallo psicologo Michael Hall, autore di numerosi lavori su comunicazione e neuro-linguistica. Questo metodo prevede tre fasi:

Il primo passo da fare per aiutarci a sviluppare un’amore incondizionato verso noi stessi è quello di accettare le parti di noi che non ci piacciono, di accettare i nostri errori. Questo atteggiamento ci permette di prendere le distanze e di non identificarci con essi: io non sono per esempio la mia malattia, io non sono la mia disabilità, io non sono i miei errori, ecc. ma sono qualcosa di molto più grande! Tale distacco ci permetterà di imparare dalle nostre esperienze poco piacevoli o dolorose e di andare oltre.
Un passo avanti è caratterizzato dall’apprezzamento. Che cosa significa? Allenarsi ad apprezzare anche i nostri più piccoli risultati diventa un stimolo a migliorarci sempre di più. Inoltre, ci aiuta a prendere consapevolezza verso noi stessi e ad uscire dall’automatismo quotidiano per focalizzarci sul nostro miglioramento.
Ultimo passo è l’ammirazione. Vi è mai capitato di guardare con ammirazione e stupore un bambino appena nato o un tenero cucciolo o un panorama da togliere il fiato? Eppure non fanno niente per essere ammirati, ma suscitano in noi ammirazione per il semplice fatto che esistono.
Il concetto di ammirazione implica un sentimento di stima, di stupore, di meraviglia, di entusiasmo.
Uno sguardo, un sentimento che ciascun essere umano dovrebbe provare verso se stesso per la vita che porta in sé! Quella meraviglia che ammiriamo nella natura, nell’universo, quella perfezione, quella scintilla divina è presente in ciascuno di noi!
Possono venire in aiuto alcune domandi da porsi: che cosa accetto o non accetto di me? Che valore mi do? È un valore condizionato? Se sì da cosa e che succede se queste dovessero venir meno?
Quando raggiungo dei risultati li apprezzo o sono invece solo focalizzata su eventuali errori, limiti o su ciò che ancora devo raggiungere?
Buon cammino!
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